Piscine: debito di 40 anni a partire dal 2016, ennesimo scaricabarile

Centro natatorio: noi, i nostri figli e i nostri nipoti pagheremo il mutuo dal 2016 per quarant’anni, fino al 2056; ennesimo scaricabarile dell’amministrazione leghista!

 

Ci sono novità sulla situazione economica relativa al centro natatorio e, come sempre abbiamo fatto, ci sembra corretto informarne i colognesi, perché sappiano quali saranno gli scenari futuri.

Dal bilancio di previsione 2015, emerge che il mutuo con il Credito Sportivo subisce due modifiche. Per prima cosa, incomincerà a essere pagato soltanto dal 2016: per questo motivo, TASI, IMU e IRPEF non subiscono aumenti per quest’anno (a parte la diminuzione delle detrazioni sulla TASI), ma è evidente ed esplicito nella relazione del revisore dei conti che se non saranno individuate soluzioni (sono previsti 220.000 € di canone di affitto del centro natatorio per il 2016) la futura amministrazione dovrà correre ai ripari trovando altre risorse.

Inoltre, la durata del mutuo passa da trenta a quarant’anni, con rate dell’importo annuo di 331.250 €: al termine del finanziamento i colognesi avranno restituito al Credito Sportivo 13.250.000 €, a cui si aggiungono i 935.603,20 € di avanzo di amministrazione 2014 che abbiamo già stanziato, per un totale di 14.185.603,20 €.

In pratica, per l’errore causato dall’amministrazione leghista, noi, i nostri figli e i nostri nipoti continueremo a pagare fino al 2056 per un servizio non necessario e chiuso da oltre un anno e mezzo.

Ciò che troviamo vergognoso è che ad assumersi la responsabilità e le conseguenze di questo errore non sarà l’attuale e colpevole amministrazione, ma coloro che saranno eletti nel 2016 dai colognesi, che ci auguriamo non vorranno ridare fiducia a chi ha saputo tradirla nel modo peggiore e finora ha saputo soltanto negoziare con il Credito Sportivo lo slittamento al 2016 del mutuo per non doversi assumere la responsabilità di scelte probabilmente impopolari. Nessuna soluzione in vista, nessuna informazione sulle scelte fatte: solo un tentativo di salvarsi la faccia rimandando al futuro l’assunzione di provvedimenti necessari per uscire dalla palude che essi stessi hanno creato. Ci chiediamo nuovamente perché non si siano dimessi un anno fa (invece di continuare a farsi pagare dai colognesi per un lavoro che di fatto non stanno svolgendo!), permettendo a nuovi amministratori di fare le scelte che essi non sono più in grado di prendere.

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