Volantino di progettoCologno sugli avvisi di garanzia

10882122_10152491109760423_8979195755256994100_n

La vicenda della farmacia è nota da quando si verificò, durante lo scorso mandato. Fu immediatamente evidenziata dalle minoranze, con una specifica richiesta di annullamento della delibera che conferiva l’alta professionalità all’allora fidanzata e poi moglie di Legramanti. Alla dottoressa venne assegnata, a soli due mesi dall’assunzione (mentre il precedente direttore l’aveva ottenuta soltanto un anno prima di andare in pensione), l’alta professionalità, con relativo aumento di stipendio, che fu poi ulteriormente incrementato con la delibera di Giunta contestata dalla magistratura. Per poterle assegnare l’alta professionalità, fu modificato ad personam il Regolamento per il conferimento, perché la dottoressa non possedeva i requisiti (erano richiesti almeno 7 anni di esercizio della professione o di iscrizione all’albo, mentre lei ne possedeva soltanto 3). Durante la discussione consiliare, la maggioranza affermò esplicitamente che il regolamento veniva modificato sulla base dei requisiti posseduti dalla candidata, che si trovava “per caso” a essere anche la fidanzata del Sindaco… Già soltanto questo fatto avrebbe sconsigliato l’opportunità di assegnarle tale premio con un atto straordinario di modifica regolamentare, cosa che all’epoca sottolineammo.

È dal 2008 che in paese si discute di questo fatto: ora, finalmente, conosceremo i lati più oscuri grazie alla magistratura. Non siamo giustizialisti e non condanniamo nessuno prima di un’eventuale sentenza, ma è oramai chiaro il fallimento di un sistema politico basato sul clientelismo più spinto, del quale questa Giunta pare essere un’ottima interprete.

Certo è che, in altri paesi e per situazioni molto meno gravi di quella in cui si trova Cologno, con diverse indagini aperte e un debito da 9 milioni di euro per un’opera chiusa da più di un anno, gli amministratori hanno avuto la decenza di fare un passo indietro e rassegnare le proprie dimissioni. Qui purtroppo ciò non accade e addirittura la maggioranza, a due giorni dalla ricezione degli avvisi di garanzia, provoca la minoranza occupando lo spazio del gazebo assegnato a quest’ultima e rifiutando di spostarsi, pur sapendo di essere nel torto. Un gesto di inutile prepotenza, che assume contorni gravi perché fatto da chi rappresenta le istituzioni e dovrebbe far rispettare le regole. Se nemmeno su situazioni di poco conto come questa sono in grado di essere corretti, come possiamo concedere il beneficio del dubbio su situazioni di estrema gravità?

, , ,

Leave a reply

** *

Your email address will not be published. Required fields are marked*