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Interrogazione sulla cava al Tiro

imgresAll’attenzione del Sindaco e Presidente del Consiglio comunale

OGGETTO: interrogazione ai sensi dell’art. 24, commi 2, 3 e 4, del R.C.C.

PROROGA FINE LAVORI PER INTERVENTI DI RECUPERO NATURALISTICO AMBIENTALE DI AREE DEGRADATE – AREA CAVA AL TIRO

Con la presente, i sottoscritti Chiara Drago, Chiara Zambelli e Roberto Zampoleri, nell’esercizio della funzione di Consiglieri comunali, interrogano l’Amministrazione comunale circa la deliberazione della Giunta comunale n. 56 del 10 luglio 2013, relativa alla proroga in oggetto.

Considerato che

–       dalla deliberazione si evince che i lavori di recupero sarebbero dovuti terminare il 15/09/2012;

–       risulta che la Giunta abbia già concesso una prima proroga di 12 mesi, spostando il termine al 15/09/2013, con D.G. 101/2012;

–       per assecondare la richiesta della ditta “Cava al Tiro” ora la Giunta concede una seconda proroga di sei mesi, spostando il termine al 15/03/2014;

–       le motivazioni addotte per la richiesta di proroga non risultano sufficienti a giustificare la concessione della stessa;

–       non risulta chiaramente definita la situazione di fatto e lo stato di avanzamento dei lavori rispetto a quanto concesso ed in particolare non risulta chiaro quanti dei 200.000 mc di inerti autorizzati sia stato effettivamente commercializzato;

–       l’assenza di un rigoroso rispetto della convenzione limita l’autorità dell’Amministrazione Comunale;

–       l’assenza di una strategia politica rispetto all’intervento, che si manifesta a mezzo delle continue proroghe, relega l’Amministrazione Comunale a ruolo di soggetto passivo;

–       il continuo ritardo nella conclusione dei lavori e la generale situazione di crisi del mercato alimentano il dubbio che, terminata la fase reddituale con la completa commercializzazione dell’inerte concesso, la società CAVA al Tiro possa soprassedere dal completo rispetto della stessa con notevoli danni per il paesaggio e per l’ambiente;

si chiede

  1. di conoscere nel dettaglio i motivi per i quali si è proceduto a predisporre un’ulteriore proroga della concessione approvata dalla Giunta comunale;
  2. di conoscere la reale situazione di avanzamento dei lavori sia rispetto al quantitativo di inerte commercializzabile che ai lavori di recupero naturalistico ed ambientale;
  3. se questa Amministrazione intende procedere ad accettare incondizionatamente eventuali prossime richieste da parte della società privata convenzionata ovvero intenda assumere posizioni di maggior rigore relativamente al rispetto della convenzione;
  4. se questa Amministrazione intenda continuare a considerare il territorio un bene dal quale trarre benefici di natura economica.

Si chiede infine che alla presente interrogazione venga data risposta durante la prossima seduta del Consiglio comunale, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 24. del Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale.

Distinti saluti.

Cologno al Serio, 26 luglio 2013

In fede, i Consiglieri Comunali di progettoCologno

Chiara Drago, Chiara Zambelli e Roberto Zampoleri

La gestione fa acqua: altra tegola sulle piscine

Cologno: il socio di maggioranza chiede il concordato preventivo e silura il direttore dell’impianto. Il sindaco: pronti a tutelarci.

Articolo apparso su “L’Eco di Bergamo” del 24 luglio 2013, di Stefano Bani

Nuovo “terremoto” sulle piscine comunali di Cologno: il socio di maggioranza della società che gestisce l’impianto chiede l’ammissione al concordato preventivo e sostituisce il direttore dell’impianto. Mentre il centro benessere, il bar-ristoro e il campo polivalente previsti dal progetto e mai realizzati restano al palo.

Nuova tegola dunque sul centro natatorio “Vitality village”, dopo i recenti problemi dovuti al distaccamento delle piastrelle dalla vasca principale e il maxi furto di rame, che hanno comportato danni per decine di migliaia di euro.

Ma stavolta la situazione è ancora più grave, al punto che il Comune ha deciso di rivolgersi alla consulenza di un legale per studiare le prossime mosse e tutelare la fideiussione solidale di 8 milioni e 700 mila euro prestata a garanzia del credito sportivo che ha finanziato la “On Sport Cologno”, società a cui è stata affidata la progettazione, costruzione e gestione del megaimpianto.

La società milanese Edildema, che detiene il 60% del capitale di “On Sport” e che si occupa delle opere edili, trovandosi in difficoltà economica ha infatti chiesto di essere ammessa al concordato preventivo. E venerdì ha estromesso l’amministratore delegato che era stato nominato dalla società di gestione Mito (socio al 15%) e che, terminati e collaudati tutti i lavori, doveva diventare socio unico della “On Sport”. Al suo posto un nuovo cda, composto dai delegati delle altre tre ditte socie: la stessa Edildema e le brianzole Sangalli e Duesse service. “Il socio di maggioranza ha deciso di esonerarci e di gestire direttamente l’impianto con le altre società – racconta l’ormai ex project manager della On Sport, che fa parte della società Mito -, anche se questa decisione è stata presa senza interpellarci. Lo scorso ottobre avevamo nominato una nuova direzione dei lavori che aveva riscontrato una serie di inadempienze costruttive, ma nonostante questo ci eravamo rimboccati le maniche per consentire all’impianto di funzionare al meglio. A questo punto restiamo alla finestra, augurandoci che le opere finiscano, nell’attesa di tornare alla gestione diretta, come prevedono gli obblighi contrattuali”. La società Edildema conferma che le problematiche sono dovute alla crisi economica, assicurando però che si sta facendo il possibile per completare i lavori. Anche il sindaco Claudio Sesani si è detto tranquillo, spiegando che il Comune solleciterà il rispetto della convenzione.

“Abbiamo deciso tempestivamente di rivolgerci alla consulenza di un legale per sapere come muoverci – ha sottolineato in Consiglio comunale, dove sono stati stanziati 3.300 euro nel programma del fabbisogno di professionalità esterne -, dopo aver saputo che il socio di maggioranza ha chiesto il concordato. In questo modo vogliamo tutelarci”.

Tutt’altro che tranquilla la minoranza “Progetto Cologno”, che fin dall’inizio aveva considerato l’intera operazione troppo rischiosa per le casse del Comune. “Già a suo tempo – ha detto la capogruppo Chiara Drago – avevamo manifestato forti perplessità, a cominciare dalla sostenibilità dell’impianto in un periodo storico come questo. Adesso ci troviamo in presenza di una situazione prefallimentare, con una forte esposizione del Comune che potrà avere gravi conseguenze sul bilancio. E c’è chi ha pagato un anno fa l’abbonamento per servizi che ancora non ci sono”.