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Che fine ha fatto il percorso “Cittadini si diventa”?

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Oggetto: interrogazione ai sensi dell’art. 24 del Regolamento del Consiglio comunale – PERCORSO “CITTADINI SI DIVENTA”

Considerato che:

– nei primi mesi del 2014 è stato attivato un percorso chiamato “Cittadini si diventa”, che ha coinvolto diversi colognesi (cittadini, insegnanti, genitori) e che ha portato alla stesura di alcune proposte in tema di educazione alla cittadinanza;

– tali proposte sono state recepite alla lettera come introduzione al Piano per il Diritto allo Studio 2014/2015 e da tale documento risultano stanziati 3.000 € per il percorso in oggetto;

– non risulta che – dopo il Collegio Docenti del 13 maggio 2014 – sia più stato dato seguito al percorso avviato: non sono più state inviate comunicazioni ai cittadini che avevano preso parte agli incontri e non è stato discusso in ambito scolastico;

si chiede

– per quale motivo il percorso si sia interrotto;

– perché non sia più stato dato alcun riscontro della situazione ai colognesi che avevano preso parte agli incontri;

– quali siano le intenzioni di questa Amministrazione rispetto al percorso in oggetto.

Si chiede che alla presente interrogazione sia data risposta per iscritto durante il prossimo Consiglio comunale.

Cologno al Serio, 16 gennaio 2015

In fede, i Consiglieri comunali di progettoCologno

Chiara Drago, Roberto Zampoleri, Imerio Dadda

Interrogazione sul PGT

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OGGETTO: interrogazione ai sensi dell’art. 24 del Regolamento del Consiglio comunale – VALIDITÀ DEL DOCUMENTO DI PIANO DI CUI AL VIGENTE P.G.T.

Con la presente, i sottoscritti Roberto Zampoleri, Chiara Drago e Imerio Dadda, nell’esercizio della funzione di Consiglieri comunali, interrogano l’Amministrazione comunale sulla situazione in oggetto, precisamente:

premesso e considerato che:

il comune di Cologno al Serio è dotato di Piano di Governo del Territorio adottato con deliberazione del Consiglio Comunale n° 28 del 20/05/2008, approvato con deliberazioni del Consiglio Comunale n° 53 del 29/10/2008 e n° 54 del 30/10/2008 e pubblicato sul BURL serie inserzioni e concorsi n° 51 del 17/12/2008;

allo strumento urbanistico generale di cui sopra è stata apportata una prima variante parziale inerente modifiche al documento di piano, al piano delle regole e al piano dei servizi, adottata dal Consiglio Comunale con delibera n° 34 del 13/09/2010, approvata dal Consiglio Comunale con delibera n° 4 del 26/01/2011 e pubblicata sul BURL serie avvisi e concorsi n° 21 del 25/05/2011;

è stata inoltre apportata una seconda variante inerente il piano delle regole e il piano dei servizi, adottata con delibera del Consiglio Comunale n° 66 del 27/11/2012, approvata con delibera del Consiglio Comunale n° 12 del 12/04/2013 e pubblicata sul BURL serie avvisi e concorsi n° 25 del 19/06/2013;

ai sensi l’art. 8, comma 4, della L.R. 12/2005 e s.m.i. “il documento di piano ha validità quinquennale ed è sempre modificabile. Il Consiglio Comunale ha facoltà di prorogare al 31/12/2014 la validità del documento di piano approvato entro il 31/12/2009. Scaduti tali termini il Comune provvede all’approvazione di un nuovo documento di piano; in caso di inadempienza di applicano le norme di cui all’art. 25, comma 7”;

il documento di piano del P.G.T. del comune di Cologno al Serio, non essendo stato prorogato con specifica deliberazione del Consiglio Comunale, ha cessato la propria validità il 18/12/2013 in quanto l’unica sua variante non ha espressamente previsto il rinnovo dei termini;

tale condizione rende inefficaci le disposizioni del documento di piano che alla data di cui sopra non avevano ottenuto conformazione diretta mediante specifico provvedimento di adozione;

gli ambiti di trasformazione non adottati alla data del 18/12/2013 vengono urbanisticamente declassati automaticamente ad aree prive di pianificazione urbanistica con conseguenti pesanti ricadute sul regime giuridico ed economico delle stesse con particolare riferimento ai tributi locali (I.M.U.) ed all’attuazione del piano dei servizi al quale viene riferito il piano triennale delle opere pubbliche adottato con delibera della Giunta Comunale n° 86 del 01/10/2014;

alle aree del territorio comunale prive di pianificazione conseguenti alla decadenza del documento di piano si applicano i vincolanti disposti di cui all’art. 9 del D.P.R. 380/2001;

alla data attuale l’Amministrazione Comunale non ha ancora provveduto ad avviare il procedimento di stesura del nuovo documento urbanistico né si conoscono disposizioni amministrative in merito, situazione che rende manifesta l’intenzione di abbandonare la strategia pianificatoria di cui al P.G.T. del 2008 anche alla luce delle vincolanti disposizioni normative recentemente introdotte con la L.R. n° 31 del 19/11/2014 in materia di limitazione del consumo di suolo;

non risulta né all’Albo comunale né sul sito istituzionale dell’Ente alcun avviso finalizzato a fare chiarezza sulla situazione rendendo esplicita l’inefficacia del documento di piano con il fine di evitare di alimentare tra la popolazione e gli operatori del settore false aspettative, indebiti arricchimenti o impropri versamenti tributari;

Si interroga il Sindaco e/o l’Assessore competente affinché vengano fornite risposte precise circa i seguenti quesiti:

  1. Per quale motivo non siano stati applicati i disposti di cui all’art. 8, comma 4, che prevedevano la facoltà in capo al Consiglio Comunale di prorogare al 31/12/2014 la validità del documento di piano del P.G.T. vigente.
  2. Per quale motivo non si sia dato avvio al procedimento di approvazione del nuovo documento di piano necessario dopo il decadimento dello stesso intervenuta in data 18/12/2013.
  3. Per quale motivo di tale situazione non siano stati avvisati la cittadinanza e gli operatori del settore mediante avviso pubblico.
  4. Come intende operare l’Amministrazione Comunale riguardo l’approvazione di un nuovo documento di piano anche alla luce delle recenti novità legislative introdotte con la L.R. 31/2014.
  5. Quali iniziative si intendono mettere in atto per quantificare e compensare il danno economico derivato da una diversa classificazione del regime giuridico dei suoli sulle aree pianificate dal documento di piano e declassate con la perdita di efficacia dello stesso.

Si chiede infine che alla presente interrogazione venga data risposta durante la prossima seduta del Consiglio comunale, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 24. del Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale.

Cologno al Serio, 13 gennaio 2015

Distinti saluti.

In fede, i Consiglieri Comunali di progettoCologno

Roberto Zampoleri, Chiara Drago, Imerio Dadda

Le ultime iniziative di progettoCologno

La scorsa settimana abbiamo presentato un’interrogazione relativa al ritardo nella distribuzione del periodico comunale InformaCologno (unico numero del 2014!), di solito consegnato durante le vacanze di Natale, anche perché con il giornalino viene distribuito il calendario 2015 (offerto dall’associazione “Le Botteghe”), che contiene informazioni importanti sulla raccolta rifiuti e l’apertura dei servizi comunali al pubblico. Il ritardo nella consegna sta generando disservizi alle famiglie di Cologno, dato che la raccolta di vetro e barattolame è stata spostata (dopo la carta, anziché dopo la plastica) e senza calendario questa informazione (non in evidenza sul sito comunale) è a disposizione soltanto di chi sa utilizzare internet.

Se il ritardo fosse dovuto a una scelta politica dell’Amministrazione (scelta che a noi minoranze non è stata data, visto che il nostro articolo è stato consegnato nel termine previsto del 3 dicembre), magari per avere il tempo di aggiornare i pezzi con la novità delle indagini della Procura, sarebbe un fatto molto grave.

Proprio in seguito alle indagini in corso, progettoCologno ha ritenuto opportuno presentare al Consiglio comunale una proposta di codice etico per gli amministratori: si tratta della Carta di Avviso Pubblico, un documento redatto da un gruppo di lavoro di esperti, giuristi, funzionari pubblici e amministratori locali, aggiornato alle normative anticorruzione e antimafia. È costituito da 23 articoli che impegnano gli amministratori comunali a contrastare conflitto di interessi e clientelismo, a essere trasparenti nelle scelte finanziarie e nel finanziamento dell’attività politica, a fare scelte pubbliche e meritocratiche per le nomine, a collaborare pienamente con l’autorità giudiziaria nel caso di indagini, a rinunciare alla prescrizione e a dimettersi nel caso di rinvio a giudizio per reati gravi (come mafia e corruzione). Crediamo che un impegno in tal senso sia doveroso, per tutelare i cittadini di Cologno, già colpiti dal sequestro dei documenti sulle piscine da parte della Guardia di Finanza e dall’arrivo degli avvisi di garanzia per la Giunta.

Infine, dopo quattro anni di vigilanza, informazioni alla cittadinanza e segnalazioni sulla situazione del centro natatorio, i consiglieri comunali di progettoCologno hanno ufficialmente chiesto un incontro al Presidente della Provincia Matteo Rossi, per illustrare la situazione del centro natatorio colognese e per provare a individuare, grazie alla presenza di attori sovraccomunali (come è necessario che sia, vista l’entità della struttura), una soluzione strategica che sia in grado di mitigare l’impatto economico che il mutuo da 9 milioni di euro avrà sulle casse comunali e quindi sulla tassazione locale.

Nei prossimi giorni, lanceremo anche un’iniziativa per ridare dignità al centro natatorio.

Manovra tariffaria 2014: la IUC, componente TARI

tari2Per la TARI, cioè la tariffa rifiuti, è previsto per legge che il costo del servizio sia coperto al 100%. La TARI si articola su due diverse componenti, quella per le utenze domestiche e quella per le utenze non domestiche, ed è costituita da una parte fissa e da una variabile: nel calcolo della tariffa prendono parte sia l’estensione dell’edificio che il numero di componenti familiari. Nel piano finanziario presentato dalla società Gesidra, a cui il Comune ha assegnato lo svolgimento di questo servizio, trovate le modalità di calcolo, le esenzioni e l’evoluzione futura della spesa. Se per l’anno in corso vi è una lieve riduzione della tariffa, due sono gli elementi di preoccupazione che ci hanno spinti a votare contro la scelta dell’Amministrazione:

a) in primo luogo, la scelta di Gesidra si caratterizza per costi in aumento (da 940.215,60€ a 1.038.400 € fra due anni) e non è svolta in autonomia dalla società, ma subappaltando il servizio a due diverse società: Servizi comunali SpA e Agreo. La componente di costo per la raccolta rifiuti subisce una diminuzione per la parte dei rifiuti solidi urbani e un aumento per la componente della raccolta differenziata (le cui quantità subiscono invece un lievissimo aumento in due anni), mentre aumentano di circa 20.000 € in due anni i costi fissi legati alla gestione amministrativa della società (attualmente pari a 148.550 €). È chiaro che l‘aumento dei costi di gestione del servizio di circa il 10,4% in due anni ci preoccupa molto, così come riteniamo poco coerente da parte del Comune che si scelga un operatore (Gesidra), ma parte del servizio risulti subappaltata ad altre società, cosa che contribuisce a nostro avviso ad aumentare i costi a carico della cittadinanza;

b) l’aspetto più preoccupante dal nostro punto di vista risulta la bassissima percentuale di raccolta differenziata prodotta dal nostro paese: su 4,4 milioni di kg di rifiuti prodotti in un anno, soltanto il 47,13% (2,08 milioni di kg) sono recuperati attraverso la differenziazione della raccolta. Vale la pena sottolineare che questa percentuale è in gran parte dettata dalla scelta, ormai limitatissima nella nostra provincia, di non differenziare la frazione organica, cioè l'”umido”, cosa che permetterebbe al nostro paese di raggiungere una percentuale accettabile di raccolta differenziata. Secondo noi, non soltanto la raccolta differenziata è un dovere educativo ed etico che una buona Amministrazione ha nei confronti dei propri cittadini, ma è anche una scelta economica più sostenibile, come sottolineano i dati di diversi osservatori sui rifiuti e le più recenti sentenze sul tema. Infine, anche la legge richiede ai Comuni precisi impegni in direzione della differenziazione dei rifiuti: entro il 31.12.2012, per esempio, gli ambiti territoriali ottimali avrebbero dovuto raggiungere il 65% di raccolta differenziata attraverso l’impegno di tutti i comuni, pena un aggravio dei costi per quei comuni inadempienti. Una recente sentenza della Corte dei Conti Liguria ha condannato per danno erariale gli amministratori di un comune che non avevano conseguito questi risultati. Abbiamo così presentato un’interrogazione sul tema (la trovate qui), a cui sarà data risposta nella prossima seduta consiliare.