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Tesoreria comunale aggiudicata alla BPM: nessuno sportello sul territorio e costi per il servizio di trasporto valori

Banca_Popolare_di_MilanoDopo diversi bandi risolti con un nulla di fatto, a sette mesi dalla scadenza del precedente appalto (prorogato fino al 31.07.15), il servizio di tesoreria comunale è stato aggiudicato alla Banca Popolare di Milano, con importo a base di gara pari a zero euro. Non solo BPM non ha più agenzie sul territorio e dunque bisognerà spostarsi a Osio Sotto o a Romano di Lombardia, con evidenti disagi per i colognesi (possibile che il Comune non sia stato in grado di ottenere tale servizio dalle non poche banche del territorio?). A ciò si aggiunge un ulteriore costo a carico della cittadinanza per il servizio di trasporto valori dalla farmacia comunale alla tesoreria fuori paese: per il solo periodo che va da agosto a dicembre 2015, la spesa prevista è pari a circa 3.200 €. A queste condizioni, un’Amministrazione capace di rispondere ai bisogni dei colognesi avrebbe cercato di mantenere il servizio sul territorio, servizio che invece fino al 31.07.2019 sarà gestito da BPM.

Il nostro comunicato stampa sulla questione Tasi

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Organizzare un servizio per i cittadini che sia utile e vantaggioso richiede grande capacità di analisi e traduzione, ma anche l’umiltà di non procedere per azzardo.

Non solo l’Amministrazione risulta bloccata nella propria azione da alcuni enormi problemi, ma quel poco che riesce a portare avanti è fatto senza tenere in considerazione logica e opportunità: dalle piscine alle cartelle pazze dell’IMU nel 2013, dalla scuola materna alle cartelle pazze della TASI nel 2014 il passo è breve. Non bastava infatti  l’imbarazzante esempio di ciò che era accaduto nel 2013 con l’IMU: dati catastali non aggiornati, riscontri anagrafici non allineati, situazioni specifiche non considerate. Era necessario ricascarci nel 2014 con la TASI?

L’umore dei contribuenti, già sfiduciati verso un’Amministrazione che non dà più risposte ai cittadini perché impegnata nel vano tentativo di risolvere i propri problemi, poteva suggerire cautela. Inoltre l’importo medio delle cartelle è elevato: a Cologno è stata applicata l’aliquota del 2,8 per mille, superiore al massimo, e dell’1 per mille sugli altri immobili (in numerosi paesi questi ultimi sono stati esentati, perché già sottoposti al pagamento dell’IMU). A ciò si è aggiunta la natura di un nuovo tributo che ai più pare incomprensibile, se raffrontato al livello dei servizi offerti. Queste considerazioni avrebbero dovuto indirizzare l’assessorato competente, guidato dal Sindaco Sesani, a riaggiustare la traiettoria sperimentata in passato, optando per una diversa modalità di erogazione del servizio: sarebbe stato più utile per i colognesi avere a disposizione un servizio di tutoraggio, che ha dato positivi riscontri in città e paesi vicini. A nostro avviso, la scelta di recapitare a casa i moduli F24 precompilati (da una ditta esterna) è stata un errore che avrebbe potuto essere evitato e che ha generato solo confusione, rabbia e senso di frustrazione: i cittadini si sono giustamente lamentati per non aver ricevuto un servizio adeguato e dovuto!

Alla fine ci siamo ritrovati lo stesso tutti in coda davanti agli uffici (comunali o del commercialista, poco importa) oppure a notte fonda davanti al computer, a compilare il modello F24 nel tentativo di risolvere problemi creati con maldestra arte e con costi elevati da chi era chiamato a risolverli, possibilmente a costo zero.