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Sul fallimento dell’operazione di subentro: Co.Edil si ritira

Giornale di Treviglio 3 ottobre 2014

Eco di Bergamo 3 ottobre 2014

Corriere della Sera 3 ottobre 2014 (qui sotto)Corriere 3 ottobreEco 5 ottobre 2014 piscine3 ottobre 2014 GdT

Piscine, fallisce l’operazione di subentro: perché devono pagare solo i cittadini?

È trascorso un anno da quando la responsabile dell’Ufficio Tecnico (poi rimossa dal suo incarico) notificò al gestore del centro natatorio l’ordinanza di sospensione della concessione a causa di gravi e reiterate inadempienze. Prima di quella data, sembrava che tutto fosse perfetto: il progetto, il business plan, la concessione, l’esecuzione lavori, l’edificio e gli impianti, la gestione… Non sono bastati i confronti in Consiglio Comunale, nelle assemblee pubbliche, sulla stampa, nella commissione (anche questa poi revocata), tra la gente, per convincere gli amministratori comunali che si trattava di un’opera inutile ed eccessiva, costosa e rischiosa. Per non ammettere i propri errori, Sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza hanno rigettato ogni critica, brandendo l’arma della denigrazione politica e personale contro chi cercava da loro risposte politiche a una questione di inaudita gravità.

Impermeabili a ogni tentativo di analisi razionale, gli amministratori hanno lasciato irresponsabilmente che la situazione degenerasse, affidando la regia della disperata operazione di “salvataggio” al vicesindaco Legramanti, lo stesso che in veste di Sindaco aveva dato avvio alla sciagurata impresa. Lungo questo tortuoso percorso, molti hanno perso: gli operai delle imprese fallite, i subappaltatori non pagati, i dipendenti della società di gestione, gli abbonati, i cittadini. Soggetti che hanno avuto il solo torto di credere a una favola finita in tragedia, di credere nelle capacità politiche e nel buon senso di amministratori che hanno tradito il proprio mandato, rimpallando su altri le proprie responsabilità.

Da quel 10 ottobre 2013 è passato oramai un anno, un anno di proroghe e proclami, un anno di promesse e bugie, un anno inutile nel quale il nostro patrimonio si è deteriorato, portandoci direttamente a guardare l’abisso dal sottile bordo di una data non rispettata e di un’operazione di subentro fallita. Non sono bastate le nostre ultime osservazioni nel Consiglio Comunale della fine di settembre, non sono bastati i nostri inviti alla responsabilità, non sono bastate le nostre richieste di una presa di coscienza, sempre etichettate come strumentali (addirittura definite stupidaggini dal vicesindaco Legramanti).

Peccato che ora quelle stupidaggini si siano dimostrate verità, visto che l’operazione di subentro, come da noi tra l’altro evidenziato in tempi non sospetti, si è miseramente disintegrata a causa dell’insostenibilità delle sue condizioni. Per un anno gli amministratori hanno alimentato promesse mantenute in vita solo da bugie costruite attorno al nulla, costruite cioè attorno alla possibilità che l’operazione potesse ancora ritenersi vantaggiosa per un nuovo gestore. Non è bastato “coccolare” da gennaio l’unica impavida società disposta a rischiare, non è bastato mendicare al Credito Sportivo la revisione delle condizioni contrattuali del mutuo, non è bastato portare il contributo comunale da 38.000 a 280.000€ annui, aumentando i tributi locali, e neppure è bastato rinunciare a parte di quei servizi (in particolare il centro benessere) che ci erano stati venduti come imprescindibile elemento di particolare qualità. Non è bastato, perché l’operazione voluta e garantita con i nostri soldi da questa Amministrazione leghista è assolutamente insostenibile!

Ora pare non sappiano più cosa fare: reiterare la procedura di subentro con l’accanimento terapeutico di un medico che ha perso il senno, scaricare sul Credito Sportivo la responsabilità di una scelta che non hanno voluto assumersi per paura di perdere la faccia oppure caricarsi dell’onere e della gestione dell’intera operazione con l’arroganza tipica di chi fa affari con i soldi degli altri?

Quello che è certo è che, qualunque decisione venga assunta, questo epilogo è la dimostrazione dell’incapacità politica del Sindaco e della sua Giunta e la dichiarazione di fallimento che nessun cittadino avrebbe voluto ascoltare.

In questa situazione il rischio del dissesto finanziario è dietro l’angolo, perché devono essere solo i cittadini a pagare?

Rassegna stampa sul subentro – centro natatorio

L'Eco di Bergamo 6 agostoL'Eco 6 agostoGiornale di Treviglio, 8 agosto

Comunicato stampa centro natatorio

Nonostante siano passati ormai quasi dieci mesi dalla chiusura del centro e nonostante l’avvio della procedura per il subentro di un nuovo gestore, con l’ennesimo annuncio da parte della maggioranza di aver trovato una soluzione da sottoporre al Consiglio comunale fra luglio e agosto, oggi, alla comunicazione della chiusura dei lavori della commissione per il subentro, apprendiamo che i passaggi finora svolti portano sostanzialmente a un nulla di fatto.

La commissione incaricata di analizzare l’unica proposta pervenuta ha infatti espresso un parere favorevole al piano della cooperativa Nuoto Bergamo Alta, ma a condizioni ben precise, che al momento non risultano ancora soddisfatte: mancano infatti la dichiarazione di impegnoda parte della società Co.Edil a creare un’associazione temporanea di imprese per dare avvio al subentro, l’accettazione delle condizioni di subentro proposte dall’Amministrazione e la presentazione delle garanzie richieste. Senza questo partner, il piano finanziario presentato dalla cooperativa risulterebbe insostenibile. Stiamo quindi parlando di una soluzione che non solo nella realtà ancora non esiste, ma che nemmeno sulla carta soddisfa i requisiti di tutela richiesti dal Comune, nonostante i termini di presentazione della documentazione siano stati più volte prolungati dal 30 giugno a oggi: questo impedisce ovviamente che l’offerta possa essere presentata in Consiglio comunale e dilata ulteriormente i tempi per la riapertura del centro. Non sappiamo neppure entro quando la società Co.Edil dovrà ottemperare alle richieste sollecitate ed evidenziate nei verbali: lo scenario peggiore, cioè il fatto che il Comune debba accollarsi il mutuo, non risulta ancora scongiurato.

L’unica certezza al momento è l’aumento dei costi che i cittadini colognesi dovranno sostenere per una struttura già pagata troppo (cosa affermata anche nel verbale di commissione dagli esperti esterni), costi che hanno già prodotto un aumento della tassazione locale senza che le piscine siano state neppure riaperte e rese fruibili ai colognesi.