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Articolo sul Consiglio comunale del 16 gennaio 2015

L'Eco 20 gennaio 2015 su CCL’Eco di Bergamo del 20 gennaio 2015

 

Gazebo di progettoCologno, domenica 21 dicembre

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Siamo molto preoccupati per l’atteggiamento che la maggioranza leghista, dopo l’arrivo della Finanza in Comune per le piscine e per gli avvisi di garanzia sulla farmacia, ha avuto domenica mattina, quando ha previsto un gazebo e lo ha deliberatamente e provocatoriamente installato nello spazio che era stato assegnato a progettoCologno. Appena arrivati, alle 8.30 abbiamo fatto notare che l’area fra la chiesa e via Rocca era stata assegnata a noi, che eravamo stati i primi a richiederla. Ci è stato risposto con parole e toni alterati che loro non si sarebbero spostati. Abbiamo preferito non rispondere alla doppia provocazione e abbiamo collocato il nostro gazebo nel posto meno frequentato di via Rocca (di fronte alla gelateria c’era un altro regolare gazebo di M5S), pur ricevendo durante tutta la mattinata molte visite di colognesi, che desideravano informarsi ed esprimevano tutta la loro indignazione verso una maggioranza che non ha ancora avuto la decenza di dimettersi nemmeno dopo quanto accaduto nell’ultima settimana.

Purtroppo alcuni hanno reagito alle provocazioni della maggioranza: un cittadino proveniente dal gazebo M5S ha chiesto spiegazioni su una questione amministrativa in tono acceso al gazebo della Lega, sono volati degli insulti e il Sindaco ha immediatamente chiamato i Carabinieri. Prima che questi ultimi giungessero sul posto, i due gruppi sono anche arrivati agli spintoni e sono stati separati dalla protezione civile. Le forze dell’ordine hanno rilevato l’accaduto, il Sindaco ha promesso di denunciare il cittadino, che ha risposto di aver intenzione di fare la stessa cosa. A quel punto, data la presenza dei Carabinieri, ne abbiamo approfittato per segnalare loro che il gazebo della Lega era stato collocato in un posto per il quale non erano stati autorizzati, dato che era stato assegnato a noi, e che il clima di provocazione era stato creato ad arte fin dalla mattina. I Carabinieri hanno chiesto informazioni al Sindaco, hanno rilevato l’irregolarità del gazebo della Lega e le nostre ragioni, ma ci hanno chiesto di non richiederne la rimozione (cosa che non avremmo comunque fatto, data la situazione), per evitare ulteriori tensioni. Di fronte alle stesse forze dell’ordine, l’assessora Boschi ha risposto che piuttosto che spostare il suo gazebo per lasciare il posto a noi avrebbe pagato una multa.

Ci chiediamo come possa un Sindaco non rispettare le regole di occupazione del suolo pubblico e un assessore non avere consapevolezza del proprio ruolo di garante delle istituzioni, rispondendo come sopra alle nostre richieste. Ci chiediamo anche se questa maggioranza abbia ancora la serenità necessaria ad amministrare, dal momento che invece di dare risposte ai cittadini tenta di provocarli per vittimizzarsi. Dopo il debito da 9 milioni per le piscine, le indagini e gli avvisi di garanzia, i colognesi non meritano un’Amministrazione occupata a provocare per uscire dalla situazione di imbarazzo nella quale si trova. Dovrebbero togliere il disturbo e scusarsi con i colognesi per l’umiliazione a cui il nostro paese è stato sottoposto a causa dei numerosi dubbi sul loro operato.

Volantino di progettoCologno sugli avvisi di garanzia

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La vicenda della farmacia è nota da quando si verificò, durante lo scorso mandato. Fu immediatamente evidenziata dalle minoranze, con una specifica richiesta di annullamento della delibera che conferiva l’alta professionalità all’allora fidanzata e poi moglie di Legramanti. Alla dottoressa venne assegnata, a soli due mesi dall’assunzione (mentre il precedente direttore l’aveva ottenuta soltanto un anno prima di andare in pensione), l’alta professionalità, con relativo aumento di stipendio, che fu poi ulteriormente incrementato con la delibera di Giunta contestata dalla magistratura. Per poterle assegnare l’alta professionalità, fu modificato ad personam il Regolamento per il conferimento, perché la dottoressa non possedeva i requisiti (erano richiesti almeno 7 anni di esercizio della professione o di iscrizione all’albo, mentre lei ne possedeva soltanto 3). Durante la discussione consiliare, la maggioranza affermò esplicitamente che il regolamento veniva modificato sulla base dei requisiti posseduti dalla candidata, che si trovava “per caso” a essere anche la fidanzata del Sindaco… Già soltanto questo fatto avrebbe sconsigliato l’opportunità di assegnarle tale premio con un atto straordinario di modifica regolamentare, cosa che all’epoca sottolineammo.

È dal 2008 che in paese si discute di questo fatto: ora, finalmente, conosceremo i lati più oscuri grazie alla magistratura. Non siamo giustizialisti e non condanniamo nessuno prima di un’eventuale sentenza, ma è oramai chiaro il fallimento di un sistema politico basato sul clientelismo più spinto, del quale questa Giunta pare essere un’ottima interprete.

Certo è che, in altri paesi e per situazioni molto meno gravi di quella in cui si trova Cologno, con diverse indagini aperte e un debito da 9 milioni di euro per un’opera chiusa da più di un anno, gli amministratori hanno avuto la decenza di fare un passo indietro e rassegnare le proprie dimissioni. Qui purtroppo ciò non accade e addirittura la maggioranza, a due giorni dalla ricezione degli avvisi di garanzia, provoca la minoranza occupando lo spazio del gazebo assegnato a quest’ultima e rifiutando di spostarsi, pur sapendo di essere nel torto. Un gesto di inutile prepotenza, che assume contorni gravi perché fatto da chi rappresenta le istituzioni e dovrebbe far rispettare le regole. Se nemmeno su situazioni di poco conto come questa sono in grado di essere corretti, come possiamo concedere il beneficio del dubbio su situazioni di estrema gravità?

Corriere della Sera del 20 dicembre: avvisi di garanzia per farmacia

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