Sintesi del Consiglio comunale del 26 luglio 2013

fotoORDINE DEL GIORNO

1 Approvazione programma triennale delle opere pubbliche anni 2013 – 2014 – 2015 ed elenco annuale 2013.

2 Piano delle alienazioni immobiliari – anni 2013-2015.

3 Bilancio di previsione per l’esercizio 2013 – bilancio pluriennale per il triennio 2013/2015 – relazione previsionale e programmatica – esame ed approvazione.

4 Proposta di deliberazione presentata dai consiglieri sigg. Chiara Drago, Zampoleri Roberto e Chiara Zambelli: atto di indirizzo per variazioni di bilancio.

SINTESI

1 Approvazione programma triennale delle opere pubbliche anni 2013 – 2014 – 2015 ed elenco annuale 2013.

2 Piano delle alienazioni immobiliari – anni 2013-2015.

3 Bilancio di previsione per l’esercizio 2013 – bilancio pluriennale per il triennio 2013/2015 – relazione previsionale e programmatica – esame ed approvazione.

La capogruppo Drago chiede se sono stati mantenuti gli obiettivi di contrasto all’evasione e di riscuotere rapidamente il credito secondo i parametri di equità e progressività. Chiede poi il motivo dell’aumento di diverse voci del bilancio come i proventi extra tributari dei medicinali della farmacia, il cui magazzino è stato più volte usato per rispettare il patto di stabilità; le tariffe del canone di posteggio del mercato che già risente della crisi e della concorrenza; le strutture comunali; i compensi dovuti alle escavazioni-bonifiche presso la cava al Tiro. L’utilizzo degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente è una pratica che incentiva il consumo di suolo per fornire servizi di base e contraria alla politica di progettoCologno. L’aspetto culturale va potenziato perché gli investimenti sono pari a zero.

Il Sindaco risponde che l’Amministrazione non è favorevole alla differenziazione della tassazione (motivo per cui hanno bocciato la proposta di rimodulare l’IMU tenendo conto di diversi fattori); l’aumento della spesa dei farmaci è stabilito in base all’implemento dei primi mesi dell’anno, mentre l’aumento delle tariffe delle strutture comunali riguarda i gruppi che non sono iscritti all’albo delle associazioni per coprire le spese sostenute dal comune. Il contributo alle escavazioni della cava è dovuto alla proroga di 6 mesi perché si è alzata la falda acquifera. Riguardo agli oneri, essi vengono segnati nel capitolo della spesa corrente anche se il Sindaco spera di usarli per finanziare spese in conto investimento come è successo nel bilancio del 2012; il loro aumento deriva dalla ripartenza di tanti piani TR.

La cultura è invece il settore in cui i tagli sono più numerosi, a favore dei servizi base per i cittadini.

La responsabili dell’area Finanziaria dice che l’anno scorso sono state fatte molte segnalazioni all’agenzia delle entrate, recuperando circa 50.000€ e l’obiettivo è continuare in questo senso per la completa bonifica dei dati IMU.

Il consigliere Zampoleri fa un intervento politico sul bilancio, sottolineando che esso è usato solo per mantenere l’equilibrio finanziario e che le opere sono finanziate da alienazioni immobiliari che per il momento non possono coprire gli interventi. Il piano delle opere pubbliche riporta intenti politici senza alcuna ricaduta ed è vincolato dalla vendita dei lotti, di questi tempi molto difficile. Infatti sono anni che vengono riproposti sempre gli stessi interventi e mai realizzati con la solita motivazione.

Un altro elemento negativo è l’incapacità o la non volontà dell’Amministrazione di spezzare il legame tra gli oneri di urbanizzazione e il bilancio: questi oneri sono nati affinché fossero usati per risarcire il cittadino dall’occupazione di suolo, realizzando interventi di riqualificazione, sicurezza, illuminazione, cosa che non viene fatta in questo bilancio, così come quelli passati.

Anche se la volontà dell’Amministrazione è di contenere la pressione tributaria del 2012, questo non può essere motivo di vanto, visto che dal 2009 la tassazione è aumentata del 100% e non è stato fatto alcun intervento per ridurla.

Poiché le scelte politiche non sono in linea con il programma di progettoCologno, il voto sarà negativo per tutti e tre i punti.

Il programma triennale delle opere pubbliche viene approvato con 7 voti favorevoli e 4 contrari; il piano delle alienazioni immobiliari è approvato con 7 voti favorevoli e 4 contrari; il bilancio di previsione è approvato con 7 voti favorevoli e 4 contrari.

 

4 Proposta di deliberazione presentata dai consiglieri sigg. Chiara Drago, Zampoleri Roberto e Chiara Zambelli: atto di indirizzo per variazioni di bilancio.

La proposta prevede la creazione di un capitolo nella prima variazione utile di bilancio denominato “fondo anticrisi antipovertà”, la cui erogazione sarà sottoposta a disciplina regolamentare, che può fungere da concreta possibilità per gli altri amministratori colognesi intenzionati a rinunciare al proprio gettone di presenza o a parte della propria indennità di carica. In questo modo, la rinuncia sarà finalizzata al concreto sostegno di persone, famiglie e imprese, rispondendo a principi di giustizia sociale in un momento di difficoltà per la nostra comunità.

Al momento della discussione i consiglieri leghisti rispondono che il comune aiuta già molte famiglie in difficoltà per motivi diversi dalla crisi, che la maggior parte sono stranieri, lanciandosi poi in una generalizzata accusa verso gli immigrati, quali causa di tutti i mali sociali dell’Italia. La capogruppo Drago dice che se i colognesi non vanno in comune a chiedere aiuto, che sia quest’ultimo ad andare incontro a loro; il Fondo che si vuole istituire riguarda esclusivamente chi è stato colpito dalla crisi, e per questo il regolamento dovrà stabilire i parametri di peggioramento delle condizioni. Questo piano potrebbe essere un ottimo strumento per intercettare tutte quelle persone che per pudore o disabitudine non verrebbero mai in comune. Il fatto che un’iniziativa analoga sia stata promossa a livello nazionale dalla Caritas, partner che potrebbe aiutare anche a Cologno nella stesura del regolamento per attribuire il fondo che si propone di costituire, non deve essere un fattore limitante, anzi la Caritas si è sempre distinta in interventi legati al sociale laddove lo Stato spesso non arriva.

La proposta è respinta con 5 voti contrari, 4 favorevoli e 2 astenuti.

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