Piscine: i comuni vanno sott’acqua – Corriere della Sera del 25 marzo

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Se tra i problemi più scottanti delle piscine di Cologno figurano i cantieri mai ultimati, paradossalmente nuovi guai potrebbero arrivare invece dai lavori finiti. Bar, ristorante, spogliatoi e centro benessere sono rimasti a metà anche se nelle perizie spedite al Credito sportivo erano dati per completati. Per questo la banca ha erogato le corrispettive tranche del prestito da 8,7 milioni di euro stanziato per la realizzazione del faraonico project financing. Sempre in quei report erano inserite opere realizzate dalla Edil Dema, che però non avevano ricevuto né l’avallo né la contestazione del Comune. In tutto si tratterebbe di opere per 600 mila euro e farebbero parte dei debiti non saldati dalla Edil Dema ai subappaltatori.
La mancata contestazione al costruttore di questi interventi potrebbe ritorcersi contro il Comune, che è alla ricerca di un nuovo gestore. Se l’Amministrazione – o una nuova società privata – si facessero carico direttamente delle piscine, potrebbero addirittura subire la contestazione di indebito arricchimento da parte del curatore fallimentare della Edil Dema. Il Comune o chi per esso, infatti, si troverebbero a utilizzare beni a tutti gli effetti della società fallita, visto che nessuno ha mai contestato la realizzazione di quelle opere.
P.T.

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