Piscine, fallisce l’operazione di subentro: perché devono pagare solo i cittadini?

È trascorso un anno da quando la responsabile dell’Ufficio Tecnico (poi rimossa dal suo incarico) notificò al gestore del centro natatorio l’ordinanza di sospensione della concessione a causa di gravi e reiterate inadempienze. Prima di quella data, sembrava che tutto fosse perfetto: il progetto, il business plan, la concessione, l’esecuzione lavori, l’edificio e gli impianti, la gestione… Non sono bastati i confronti in Consiglio Comunale, nelle assemblee pubbliche, sulla stampa, nella commissione (anche questa poi revocata), tra la gente, per convincere gli amministratori comunali che si trattava di un’opera inutile ed eccessiva, costosa e rischiosa. Per non ammettere i propri errori, Sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza hanno rigettato ogni critica, brandendo l’arma della denigrazione politica e personale contro chi cercava da loro risposte politiche a una questione di inaudita gravità.

Impermeabili a ogni tentativo di analisi razionale, gli amministratori hanno lasciato irresponsabilmente che la situazione degenerasse, affidando la regia della disperata operazione di “salvataggio” al vicesindaco Legramanti, lo stesso che in veste di Sindaco aveva dato avvio alla sciagurata impresa. Lungo questo tortuoso percorso, molti hanno perso: gli operai delle imprese fallite, i subappaltatori non pagati, i dipendenti della società di gestione, gli abbonati, i cittadini. Soggetti che hanno avuto il solo torto di credere a una favola finita in tragedia, di credere nelle capacità politiche e nel buon senso di amministratori che hanno tradito il proprio mandato, rimpallando su altri le proprie responsabilità.

Da quel 10 ottobre 2013 è passato oramai un anno, un anno di proroghe e proclami, un anno di promesse e bugie, un anno inutile nel quale il nostro patrimonio si è deteriorato, portandoci direttamente a guardare l’abisso dal sottile bordo di una data non rispettata e di un’operazione di subentro fallita. Non sono bastate le nostre ultime osservazioni nel Consiglio Comunale della fine di settembre, non sono bastati i nostri inviti alla responsabilità, non sono bastate le nostre richieste di una presa di coscienza, sempre etichettate come strumentali (addirittura definite stupidaggini dal vicesindaco Legramanti).

Peccato che ora quelle stupidaggini si siano dimostrate verità, visto che l’operazione di subentro, come da noi tra l’altro evidenziato in tempi non sospetti, si è miseramente disintegrata a causa dell’insostenibilità delle sue condizioni. Per un anno gli amministratori hanno alimentato promesse mantenute in vita solo da bugie costruite attorno al nulla, costruite cioè attorno alla possibilità che l’operazione potesse ancora ritenersi vantaggiosa per un nuovo gestore. Non è bastato “coccolare” da gennaio l’unica impavida società disposta a rischiare, non è bastato mendicare al Credito Sportivo la revisione delle condizioni contrattuali del mutuo, non è bastato portare il contributo comunale da 38.000 a 280.000€ annui, aumentando i tributi locali, e neppure è bastato rinunciare a parte di quei servizi (in particolare il centro benessere) che ci erano stati venduti come imprescindibile elemento di particolare qualità. Non è bastato, perché l’operazione voluta e garantita con i nostri soldi da questa Amministrazione leghista è assolutamente insostenibile!

Ora pare non sappiano più cosa fare: reiterare la procedura di subentro con l’accanimento terapeutico di un medico che ha perso il senno, scaricare sul Credito Sportivo la responsabilità di una scelta che non hanno voluto assumersi per paura di perdere la faccia oppure caricarsi dell’onere e della gestione dell’intera operazione con l’arroganza tipica di chi fa affari con i soldi degli altri?

Quello che è certo è che, qualunque decisione venga assunta, questo epilogo è la dimostrazione dell’incapacità politica del Sindaco e della sua Giunta e la dichiarazione di fallimento che nessun cittadino avrebbe voluto ascoltare.

In questa situazione il rischio del dissesto finanziario è dietro l’angolo, perché devono essere solo i cittadini a pagare?

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