Odissea piscine, centro benessere e bar ancora al palo

Il costruttore chiede il concordato ma rassicura: “Siamo in crisi ma dobbiamo farcela”. Oggi un’assemblea decisiva

Articolo apparso sul “Giornale di Treviglio” del 19 luglio 2013, di Davide D’Adda

Piscine, si passa alle vie legali per ottenere il completamento dell’opera da parte del costruttore in crisi. Non è finita l’odissea del centro natatorio “Vitality village” delle Galose, la grande opera pubblica da 8,7 milioni che il Comune sta realizzando in project financing tramite una new-Co, “On Sport Cologno”, il cui socio di maggioranza, la milanese “Edil Dema”, è stato pesantemente colpito dalla crisi economica ed è finito in concordato preventivo lasciando 200 mila euro di opere non finite.

Dopo il maxi furto di rame subito due settimane fa, che ha causato danni per circa 100 mila, costringendo i gestori a tenere chiuso l’impianto per diversi giorni, la piscina è aperta e funzionante, così come la palestra. Tutto attorno, però, sembra un cantiere aperto. Della “Spa” e del bar, previsti nel progetto, non c’è ancora traccia. Anche i campetti da calcio a cinque e a otto, cominciati, sono ancora incompleti e inutilizzabili.

L’associazione sportiva dilettantistica “Mito”, che attualmente detiene il 15 per cento della New-Co “On Sport Cologno” ma che in futuro dovrà diventare socio unico, è incredula. Le opere residue ammontano a circa duecentomila euro: pochi, sul totale, ma abbastanza per arrivare all’empasse.

Al momento “On Sport Cologno” è detenuta infatti da “Edil Dema”, appunto, socio di maggioranza e costruttore, proprietaria del 60% delle quote, da “Sangalli srl” (20%, che si è occupato dell’impiantistica) e da “Duesse service srl” (5%). Il restante 15 per cento è in capo all’associazione sportiva dilettantistica “Mito”, che secondo i patti dovrà acquisire, entro sei mesi dal collaudo definitivo dell’opera completa, le quote degli altri soci diventando socio unico. Solo che la fine dei lavori, a pochi mesi dalla prima rata di ammortamento del mutuo, non si vede.

“Abbiamo un impianto con una potenzialità enorme che non possiamo utilizzare appieno finché non saranno finiti i lavori – ha detto sconsolato il gestore Cinzio Boscolo – E sinceramente non se ne vede la fine. Abbiamo noi stessi intrapreso un’azione legale nei confronti di “Edil Dema” per sollecitare i lavori, ma siamo ancora in mezzo a un guado. Nel frattempo abbiamo commissionato e realizzato noi stessi, a nostre spese, alcuni dei lavori mancanti, pur di lavorare, ma stiamo subendo questa situazione, così come il Comune”.

Tanto più che da solo il centro benessere e il bar dovranno contribuire, secondo il piano finanziario, a fornire circa un terzo dei ricavi dell’intero impianto. Bene, ma prima bisogna costruirli.

Empasse totale, al momento. Che non riguarda solo i privati: in base alla convenzione siglata con “On Sport Cologno” all’inizio dei lavori, infatti, il Comune è garante nei confronti dell’Istituto per il credito sportivo di Roma per l’intero ammontare del prestito concesso alla New-Co, oltre 8,7 milioni di euro. Il rischio è che la grande opera si trasformi in una spada di Damocle pendente sulla testa dei colognesi stessi, appesa solo a una contro-fideiussione garantita da “On Sport” solo però sui primi due anni di mutuo.

Così nei giorni scorsi l’Amministrazione comunale ha cominciato a correre ai ripari, pur precisando che al momento non è il caso di preoccuparsi: il Comune ha bandito un avviso pubblico per affidare un incarico di consulenza legale a un avvocato civilista che dovrà prima di tutto sbrogliare la matassa in cui il maxi impianto sembra essersi imbrigliato, e poi affiancare il Comune in eventuali azioni per sollecitare la ripresa dei lavori.

Da parte sua, Edil Dema ha confermato la situazione di crisi. “Ci sono effettivamente criticità – ha detto il titolare della società Donato Venuto – Dovuto soprattutto alla crisi. Si è tergiversato sulla scelta di implementare o meno il progetto con spa e bar, che comunque sono in opera, e questo ha influito sui tempi. Dei campetti da calcio, inoltre, mancano solo delle finiture. Certo che stiamo facendo tutto il possibile: siamo un’azienda seria, che lavora da oltre trent’anni. Abbiamo fatto molto e sarebbe un peccato non finire, per cui finiremo, dobbiamo finire.” Quando? Difficile dirsi. Oggi si terrà un’assemblea interna che dovrebbe chiarire ulteriormente la situazione.

Fiducia, dunque. Che si respira anche in Comune. “Al momento siamo abbastanza tranquilli, non ci sono rischi concreti sul fronte della fideiussione – ha rassicurato il primo cittadino Claudio Sesani – Ma stiamo facendo pressione affinché non si vada ulteriormente per le lunghe. Certo è che in questo periodo la società costruttrice, “Edil Dema”, non naviga in acque tranquille”.

Di diverso parere la minoranza “Progetto Cologno”, che sullo spinoso iter del centro natatorio aveva presentato anche un esposto alla Corte dei Conti. “Sono anni che diciamo che bisognava prestare molta più attenzione prima di imbarcarsi in quella impresa – ha detto la capogruppo Chiara Drago – Ora non vogliamo fare quelli che “l’avevamo detto”, ma siamo molto preoccupati. Avevamo chiesto al sindaco un incontro con il gestore per chiarire questi dubbi tecnici, e non ci è mai stata data risposta. Il rischio per il Comune è altissimo e, in questo periodo di crisi, inopportuno”.

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