Niente confronto sulle politiche sociali a Cologno

Bocciata la nostra proposta di istituire un Tavolo di confronto permanente sulle politiche socialiPolitiche sociali

Durante la seduta consiliare di venerdì 21 febbraio, il nostro gruppo ha proposto di istituire un Tavolo permanente di confronto sulle politiche sociali, aperto ai consiglieri comunali, ai rappresentanti dell’Ambito e a tutti gli attori sociali presenti sul territorio.

La proposta nasce da alcune considerazioni sulla gestione delle politiche sociali nel nostro comune: non esiste, infatti, un luogo istituzionale nel quale le decisioni prese dall’amministrazione in questo settore siano elaborate, condivise, discusse e programmate attraverso l’apporto delle realtà che operano quotidianamente nel mondo sociale. Non abbiamo alcuna commissione consiliare che affronti questi temi così importanti per i nostri cittadini; inoltre l’argomento non è quasi mai discusso nelle sedute del Consiglio comunale, prevalentemente occupate da bilancio e gestione del territorio. A dire il vero, anche quando il dibattito sui temi sociali si accende, spesso stimolato dal nostro gruppo, alcuni illustri esponenti della maggioranza tendono a richiedere di non dilungarci troppo su questi argomenti, a testimoniare lo scarso interesse verso un tema che è visto più come capitolo di spesa che come investimento sul futuro. Ne è evidente testimonianza il fatto che il nostro paese, eccezione fra i comuni dell’ambito (nel quale è il secondo per popolazione, con circa undicimila abitanti), non disponga della figura dell’assistente sociale, le cui funzioni sono assorbite dalla responsabile dell’area servizi alla persona (tale questione è oggetto di una nostra interrogazione, alla quale sarà data risposta nella prossima seduta consiliare).

Abbiamo quindi immaginato il Tavolo permanente di confronto sulle politiche sociali del comune come un’occasione attraverso la quale:

  • mappare la realtà sociale colognese, per programmare, progettare e realizzare un sistema locale dei servizi sociali a rete costantemente adeguato ai bisogni della cittadinanza;
  • promuovere l’attivazione di reti in grado di generare valore sociale aggiunto e innovazione;
  • condividere, divulgare e implementare competenze diffuse;
  • agire nella pianificazione degli interventi di politiche sociali tenendo conto della realtà del nostro territorio, in particolare di tutti quei fenomeni di marginalità che, se trascurati, potrebbero generare o generano disagio;
  • costruire un sistema integrato di welfare locale.

La risposta dell’assessora Boschi è stata di chiusura totale e di rivendicazione ideologica di un certo modo di gestire le politiche sociali. Pur partendo dall’evidenza di problemi diffusi (soprattutto nel settore delle politiche giovanili), segnalati dalla lettera aperta che il Consiglio Pastorale Parrocchiale ha recentemente inviato a noi tutti consiglieri comunali, l’assessora si è dilungata nel chiarire le cause della “contesa” con questo organismo, definendosi stupita per i contenuti della lettera e quindi poco incline a deporre un atteggiamento risentito per confrontarsi nel merito delle questioni sollevate. La delicatezza del tema e il ruolo da lei ricoperto avrebbero certamente suggerito maggiore umiltà nell’approccio verso quella che di fatto è l’unica realtà che a Cologno si occupa di pensare e di progettare politiche giovanili avendo bene in mente quella che è l’idea di comunità a cui tendere.

L’assessora ci ha risposto che ha già attivato, proprio in seguito alle comunicazioni del Consiglio Pastorale, dei gruppi di lavoro su vari temi e che intende servirsi soltanto di queste esperienze, meno “irrigidite” dal titolo istituzionale di “Tavolo” (che cosa possa esserci di rigido in un momento di confronto risulta poco chiaro).

A nostro avviso – e lo rappresenta bene la natura stessa del contributo al dibattito che ci ha voluto offrire il Consiglio Pastorale: una comunicazione istituzionale – istituire in maniera ufficiale un Tavolo di confronto permanente sulle politiche sociali ha un valore ben preciso: invita tutti noi consiglieri ad assumerci la responsabilità del ruolo amministrativo che ricopriamo, un ruolo che è anche di natura educativa e che ci impegna a sviluppare tutte le azioni necessarie per costruire una comunità democratica, che si interroga costantemente sul senso e sulla direzione del proprio agire, con disponibilità all’ascolto dei reciproci bisogni.

La bocciatura di una proposta istituzionale per discutere ed elaborare le politiche sociali del nostro comune dice molto su come l’amministrazione gestisca i servizi sociali: non come un diritto che appartiene a tutti i colognesi, ma piuttosto come una gentile concessione fatta dall’assessora (ancora una volta l’assenza dell’assistente sociale avvalora questa interpretazione).

 

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