Manovra tariffaria 2014: la IUC, componente TARI

tari2Per la TARI, cioè la tariffa rifiuti, è previsto per legge che il costo del servizio sia coperto al 100%. La TARI si articola su due diverse componenti, quella per le utenze domestiche e quella per le utenze non domestiche, ed è costituita da una parte fissa e da una variabile: nel calcolo della tariffa prendono parte sia l’estensione dell’edificio che il numero di componenti familiari. Nel piano finanziario presentato dalla società Gesidra, a cui il Comune ha assegnato lo svolgimento di questo servizio, trovate le modalità di calcolo, le esenzioni e l’evoluzione futura della spesa. Se per l’anno in corso vi è una lieve riduzione della tariffa, due sono gli elementi di preoccupazione che ci hanno spinti a votare contro la scelta dell’Amministrazione:

a) in primo luogo, la scelta di Gesidra si caratterizza per costi in aumento (da 940.215,60€ a 1.038.400 € fra due anni) e non è svolta in autonomia dalla società, ma subappaltando il servizio a due diverse società: Servizi comunali SpA e Agreo. La componente di costo per la raccolta rifiuti subisce una diminuzione per la parte dei rifiuti solidi urbani e un aumento per la componente della raccolta differenziata (le cui quantità subiscono invece un lievissimo aumento in due anni), mentre aumentano di circa 20.000 € in due anni i costi fissi legati alla gestione amministrativa della società (attualmente pari a 148.550 €). È chiaro che l‘aumento dei costi di gestione del servizio di circa il 10,4% in due anni ci preoccupa molto, così come riteniamo poco coerente da parte del Comune che si scelga un operatore (Gesidra), ma parte del servizio risulti subappaltata ad altre società, cosa che contribuisce a nostro avviso ad aumentare i costi a carico della cittadinanza;

b) l’aspetto più preoccupante dal nostro punto di vista risulta la bassissima percentuale di raccolta differenziata prodotta dal nostro paese: su 4,4 milioni di kg di rifiuti prodotti in un anno, soltanto il 47,13% (2,08 milioni di kg) sono recuperati attraverso la differenziazione della raccolta. Vale la pena sottolineare che questa percentuale è in gran parte dettata dalla scelta, ormai limitatissima nella nostra provincia, di non differenziare la frazione organica, cioè l'”umido”, cosa che permetterebbe al nostro paese di raggiungere una percentuale accettabile di raccolta differenziata. Secondo noi, non soltanto la raccolta differenziata è un dovere educativo ed etico che una buona Amministrazione ha nei confronti dei propri cittadini, ma è anche una scelta economica più sostenibile, come sottolineano i dati di diversi osservatori sui rifiuti e le più recenti sentenze sul tema. Infine, anche la legge richiede ai Comuni precisi impegni in direzione della differenziazione dei rifiuti: entro il 31.12.2012, per esempio, gli ambiti territoriali ottimali avrebbero dovuto raggiungere il 65% di raccolta differenziata attraverso l’impegno di tutti i comuni, pena un aggravio dei costi per quei comuni inadempienti. Una recente sentenza della Corte dei Conti Liguria ha condannato per danno erariale gli amministratori di un comune che non avevano conseguito questi risultati. Abbiamo così presentato un’interrogazione sul tema (la trovate qui), a cui sarà data risposta nella prossima seduta consiliare.

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