Interrogazione sul piano di recupero BCC e standard urbanistici

OGGETTO: interrogazione ai sensi dell’art. 24, commi 2, 3 e 4, del R.C.C.

TPR3 _ PIANO DI RECUPERO B.C.C. E STANDARD URBANISTICI

Con la presente, i sottoscritti Chiara Drago, Roberto Zampoleri e Imerio Dadda, nell’esercizio della funzione di Consiglieri comunali, interrogano l’Amministrazione comunale circa la questione  in oggetto, in particolare:

considerato che

–        la convenzione urbanistica rep. n° 35928 in data 29/12/2010 rogata dal Notaio Armando Santus in Bergamo per l’attuazione dell’ambito di trasformazione in oggetto prevede agli artt. 4 e 5 l’individuazione, la quantificazione e le modalità di cessione delle aree a standard pubblico derivanti dall’attuazione del piano di recupero approvato con delibera del Consiglio Comunale n° 55 del 24/11/2010;

–        tali accordi convenzionali prevedono che la superficie a standard di Legge (100% della s.l.p. secondo il vigente piano dei servizi), pari a mq 1.997, venga corrisposta in parte (mq 227) tramite cessione diretta di aree, in parte (mq 1.770 monetizzati ad € 150/mq per un valore complessivo di € 265.500) scomputati con la cessione di immobili, per una superficie di mq 820 al valore di stima pari ad € 1.012.750, ed in parte monetizzati direttamente, per un importo di € 19.751 (pari a mq 131,70 se si considera come valore unitario il medesimo importo di € 150/mq);

–        dall’analisi dei dati emerge una discrasia tra dimensione e valore delle aree a standard cedute, dalla quale si ricava che la cessione (reale e potenziale) di complessivi mq 1.178,70 (mq 227,00 + mq 820,00 + mq 131,70) invece dei previsti 1.997, comporta una congiunta stima economica degli stessi di complessivi € 1.066.551,00 (€ 34.050,00 (mq 227,00 x € 150,00/mq) + € 1.012.750,00 + € 19.751,00) invece del valore tabellare di € 299.550,00 (mq 1.997,00 x € 150,00/mq);

–        che ad una superficiale lettura dei dati sopra riportati si evidenzia un considerevole vantaggio economico per l’Amministrazione Comunale (delta positivo di € 767.001) nonostante l’acquisizione di una minore superficie a standard urbanistico (delta negativo di mq 818,30);

–        che la responsabilità della valutazione economica dei beni in cessione è stata demandata al professionista della parte cedente, arch. Fabrizio Zambelli, che ha redatto in sede di piano di recupero la relazione di stima comparativa (allegato B – prot. 11466 del 10/08/2010);

–       che la stima economica di cui sopra ha determinato un identico valore economico per i due immobili in cessione (corpi B e C) in € 1.100/mq, nonostante un’evidente diversa condizione degli stessi (corpo C in stato di degrado), nonché assegnato un valore economico anche al piano interrato del “corpo B” (€ 90.750,00), che da piano dei servizi vigente non andrebbe considerato;

–       che in particolare il “corpo C” non risulta immediatamente utilizzabile per finalità pubbliche, in quanto necessita di considerevoli interventi di ristrutturazione che non sono stati considerati come valore in riduzione, se si eccettua l’importo di € 100.000,00 relativo alla progettazione dell’intervento di recupero a spese della B.C.C. stessa;

–       che, tra l’altro, la cessione dei due immobili è stata considerata come scomputo degli oneri di urbanizzazione secondaria quantificati in € 115.290, valore che ridetermina il corrispettivo dovuto al comune da € 1.066.551,00 ad € 951.261,00;

–       che nonostante l’intervenuta conclusione dei lavori di cui al primo lotto, avvenuta in data 04/11/2013, e la successiva istanza di agibilità integrata in data 03/04/2014 prot. n° 5186, il trasferimento degli immobili di cui ai corpi B e C non è ancora avvenuto, diversamente da quanto previsto dall’art. 5 comma 5 della convenzione in essere;

–        che avere considerato gli immobili in cessione alla stregua di opere di urbanizzazione secondaria ai sensi dell’art. 44 della Legge 865/1971 e s.m.i. e della L.R. 12/2005 e s.m.i. limita sensibilmente la possibilità di utilizzo degli stessi ai soli interventi previsti dalla norma;

–        che la situazione economica finanziaria dell’Ente, ben rappresentata dalla scelta amministrativa di limitare all’estremo la realizzazione di opere pubbliche (come da recente modifica del Programma Triennale delle Opere Pubbliche approvato con delibera della Giunta Comunale n° 32 del 01/04/2015), non permette previsioni ottimistiche circa la possibilità di adeguare ad uso pubblico gli edifici in cessione, facendo assumere al “bonus” del progetto a spese B.C.C. il significato di spreco e all’acquisizione degli edifici stessi (quantomeno il corpo C) valore demagogico, stante l’insostenibilità dell’intervento di adeguamento (anche limitandosi alla sola messa in sicurezza);

si chiede

  1. Di conoscere le motivazioni per le quali non siano stati ancora acquisiti al demanio comunale gli edifici denominati “corpi B e C”, nonostante da oltre un anno sia intervenuta l’agibilità dei locali di cui all’attività principale.
  2. Di conoscere le motivazioni per le quali si sia deciso di non considerare la definizione quantitativa degli standard di Legge (più vantaggiosa per l’Amministrazione Comunale) optando per una valutazione qualitativa (più vantaggiosa per la proprietà privata).
  3. Di conoscere le motivazioni per le quali la determinazione del valore degli immobili in cessione (nella quale è stata inopportunamente considerato anche il piano interrato del corpo B) sia stata affidata al tecnico di parte cedente e non invece, più correttamente, a un perito terzo.
  4. Di conoscere le motivazioni per le quali, come riportato nell’art. 5, comma 4 della vigente convenzione, sia accettata una stima al valore reale e non più opportunamente al valore di ricostruzione (soprattutto per il “corpo C”, che è stato valutato con lo stesso valore del “corpo B”, nonostante si trovi in pessime condizioni).
  5. Di conoscere le motivazioni per le quali si sia deciso di scomputare interamente gli oneri di urbanizzazione secondaria, vincolando la futura destinazione degli immobili da acquisire a titolo di standard urbanistico, anche e soprattutto considerando che le due categorie (standard di Legge e opere di urbanizzazione secondaria) non sono cumulabili.
  6. Di conoscere, infine, le intenzioni dell’Amministrazione comunale in merito ai tempi ed alle destinazioni di utilizzo dei due immobili in cessione convenzionale (del corpo C si conosce la destinazione a biblioteca con intervento originariamente previsto nel 2017, ma ora cassato a seguito dell’approvazione della prima modifica al POP, mentre nulla si conosce in merito al corpo B).

Si chiede infine che alla presente interrogazione venga data risposta durante la prossima seduta del Consiglio comunale, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 24. del Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale.

Distinti saluti.

In fede, i Consiglieri Comunali di progettoCologno

Chiara Drago, Roberto Zampoleri, Imerio Dadda

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