Il cantiere mai terminato alle piscine chiuse da 5 mesi – Corriere della Sera del 23 marzo

piscine domenica
Il cantiere mai terminato alle piscine chiuse da 5 mesi
Magagne di ogni tipo agli impianti aperti nel 2012
    Le piscine di Cologno all’esterno sono ancora un cantiere, ma dentro sono già fatiscenti. Un impianto costato 8,7 milioni di euro e aperto nel 2012 sulla carta ancora da ultimare, ma già in malora. Un caso emblematico che la trasmissione Report metterà al centro della puntata del 28 aprile sugli scandali legati agli impianti sportivi. Dove le telecamere della trasmissione di Rai 3 non sono arrivate, ci hanno pensato le macchine fotografiche di «Progetto Cologno», la lista civica di minoranza a documentare il degrado. Già da un’occhiata esterna si capisce che la struttura è malmessa. I 5 mesi di chiusura, da quando il sindaco Claudio Sesani ha tolto la gestione alla Onsport perché non pagava le bollette dell’Enel, c’entrano poco. Si capisce varcando la soglia del piano rialzato: qui una parete di cartongesso nasconde l’area ristoro che è rimasta un cantiere. Sul soffitto e sulle pareti si allargano le chiazze di umidità e muffa. «Il tetto non è a regola d’arte — sostiene l’architetto Roberto Zampoleri, consigliere di minoranza che il centro l’ha girato tutto —. È’ un disastro. I lavori non sono stati fatti bene, ci sono infiltrazioni dappertutto. Gli impianti idraulici sono scoppiati e i muri ne riportano i segni. Idem quello di condizionamento. Mentre gli infissi non sono finiti». Scendendo al piano interrato lo spettacolo non cambia. «Vedi gli spogliatoi? — indica Zampoleri —. Dovrebbero essere arredati, il Credito sportivo i soldi li ha sborsati, ma non ce n’è traccia. Oltre ci sono le vasche incomplete della spa». Lo spettacolo più forte però è all’aperto del percorso benessere. Della copertura provvisoria è rimasta solo l’intelaiatura fatiscente, mentre la vasca si è riempita di fango. Terra e limo, niente di curativo.   Problemi anche alle tre piscine coperte. «La grande — spiega Zampoleri — è stata rivestirla con una guaina perché perdeva. Stesso problema a una di quelle piccole. È il fondo che si assesta per i lavori fatti male». La palestra sembra a posto. Ci sono attrezzi e macchinari per 200 mila euro, ma rischiano di essere portati via dal fornitore che non ha ricevuto il saldo. Fuori la situazione non migliora. Anche la vasca esterna ha accusato problemi di perdite. Due settimane fa poi i ladri hanno saccheggiato i cavi elettrici: danni per 100 mila euro.  Il viaggio finisce al campo di calcetto. Anche qui i lavori sono interrotti. «Tutto questo con costi faraonici — precisa Zampoleri —. La nostra piscina è costata il 50% in più di quanto il Coni prevede per una vasca olimpionica. Fare un conto dei danni è difficile. Ci sono 1,2 milioni di euro di lavori non pagati ai subfornitori. Gli interventi per rimettere in funzione l’impianto, prima del furto di rame, erano almeno di 230 mila euro, poi ci sono i vizi e i lavori eseguiti mali. Alla fine si può arrivare a una stima di 2-3 milioni di euro. Ci sono precise responsabilità del costruttore e di chi doveva controllare. Basti pensare che secondo le perizie sullo stato di avanzamento dei lavori, tutto era dato per finito e in efficienza». «L’incapacità dell’Amministrazione è palese — aggiunge la collega Chiara Drago — Perché non è intervenuta? Invece ha cercato di nascondere il tutto e non porta avanti le azioni di tutela dell’ente». «Facile fare accuse con il senno di poi – ribatte il sindaco Claudio Sesani – Ci siamo fidati di aziende con ottime credenziali. Invece così non era. Stiamo lavorando per far subentrare un nuovo gestore. Si fa allarmismo ma ricordo che fino ad ottobre l’impianto funzionava con tanti iscritti. Sappiamo che ci sono alcuni vizi, vedremo di sistemare quelli necessari per fare entrare il nuovo gestore. Speriamo di farcela per giugno o al massimo per ottobre». «La situazione è troppo complessa e i costi troppo alti — ribatte Zampoleri —. Temiamo che prima del 2015 non si riesca a fare niente».
Pietro Tosca
1531854_10152279251417416_1856742554_nPrima pagina del Corriere della Sera, ed. Bergamo, del 23 marzo 2014
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