Consiglio comunale dell’8 gennaio 2016: Atto di indirizzo per la prosecuzione del percorso di marketing per il centro natatorio.

Che cosa manca per affrontare seriamente il problema centro natatorio: atti di indirizzo senza avere chiara la meta

Quante volte, in oltre due anni, ci siamo trovati a leggere articoli di giornale che riportavano proclami sull’imminente riapertura del centro natatorio? L’ultimo è di martedì 5 gennaio: il Sindaco parla di una “possibile riapertura del parco esterno”, spiega che saranno necessari solo 320.000 € per sistemare la struttura e riacquistare le attrezzature necessarie e illustra la strada intrapresa dall’Amministrazione.

Venerdì sera abbiamo infatti discusso in Consiglio Comunale l’ennesimo atto di indirizzo per la riapertura del centro. Eppure è difficile approvare un “atto di indirizzo”, quando non sai qual è il tuo obiettivo. L’ultima (di una lunga serie: ricordiamo la prolungata e fallimentare strada del subentro) strategia dell’Amministrazione, elaborata quasi un anno fa (marzo 2015), è il famoso piano di marketing per trovare operatori interessati al centro: un’operazione partita male per una serie di mancanze, subito da noi sottolineate.

Quella più grave è legata all’obiettivo stesso: che cosa vuole fare l’Amministrazione del centro natatorio? Come intende rimetterlo sul mercato? Quali servizi dovrà garantire ai colognesi, a quali costi per il privato e soprattutto per la collettività (costi che, ricordiamolo, si aggiungono ai 9 milioni di debito che già gravano sulle spalle dei colognesi)? Si è sondato l’interesse del mercato senza prima avere chiare queste condizioni, fondamentali per un investitore e per un Comune!

È chiaro che, senza aver deciso tutto questo, la posizione del Comune rispetto ai possibili operatori privati diventa ancora più debole di quanto già non sia, vista la condizione dell’opera e il lungo periodo di inattività. Si è dato invece corso a un piano di marketing alla cieca, senza fornire indicazioni fondamentali agli investitori. Quando l’Amministrazione si è resa conto di questo, ha deciso di chiudere il progetto di marketing un mese prima della naturale scadenza di tutte le operazioni (fine gennaio 2016), per accelerare con le società che si sono dette ipoteticamente interessate. Sì, ma interessate a che cosa? A quali condizioni, se queste non sono chiare nemmeno al Comune?

Molti sono i dubbi in merito all’atto di indirizzo, illustrati durante la seduta consiliare. Ci chiediamo perché il Sindaco perseveri nella riproposizione, a dieci anni di distanza, dello stesso strumento, la finanza di progetto (project financing), che lui stesso ha più volte definito la causa del fallimento dell’opera. Ci chiediamo perché si continui a insistere nell’operazione di concessione globale del centro, rilanciando oggi, a mercato compromesso e bacino d’utenza saturo, un programma già rivelatosi fallimentare nel 2011.

L’anno scorso proponemmo la nostra ricetta, che ci avrebbe fatto risparmiare tempo e denaro: apertura parziale del centro in tempi diversi (estivo, campo da calcetto, palestra, piscine interne) e gestioni in economia mediante piccole concessioni. La nostra proposta non fu mai discussa dal Consiglio, nonostante i contatti da noi attivati con possibili operatori interessati. Restiamo sempre di questa idea: frazionare l’opera permetterebbe al Comune di tutelare meglio l’interesse pubblico, senza favorire esageratamente un solo operatore privato o aprire a operazioni speculative che potrebbero rivelarsi ancora più dannose dell’attuale situazione per i colognesi.

Finché l’Amministrazione non avrà una visione d’insieme e di lunga durata per risolvere la questione centro natatorio, si continuerà a procedere alla cieca e per proclami, più interessati alle conseguenze sul piano elettorale che all’interesse di tutti i colognesi, già gravemente compromesso con il debito da 9 milioni che grava sulle nostre famiglie. Per avere questa visione, però, servono analisi, idee e competenze che purtroppo non riscontriamo da molto tempo in questa maggioranza.

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