Comunicato stampa di progettoCologno su Piazza Agliardi

L’indomani del varo della nuova Amministrazione Comunale targata Sesani-Legramanti, era maggio 2011, tra i vari proclami si ribadivano alcune priorità nell’ambito delle opere pubbliche e, tra queste, il rifacimento della piazza Card. Agliardi era certamente la più necessaria viste le condizioni di degrado nella quale versava già allora.

Da quella data, progettoCologno, ha monitorato costantemente il lavoro della pubblica Amministrazione cercando di agire da stimolo nell’assunzione di una decisione proponendo soluzioni (partecipazione a bandi regionali ed effettuazione di concorso di progettazione) ed interrogando il Sindaco ed il suo assessore in merito (utilizzo dello spazio, pericolosità della pavimentazione, degrado urbano, rapporto con i lavori della B.C.C.).

Le risposte sono sempre state vaghe (è tra le nostre priorità) e le azioni identiche  a se stesse (ripetutamente inserito nel piano delle opere pubbliche) per oltre quattro anni con il risultato che le occasioni sono passate e le risorse economiche assorbite da altre iniziative (centro natatorio su tutte) ma la piazza è rimasta quello spazio indefinito, precario e pericoloso del 2011, anzi l’impietoso scorrere del tempo unito a maldestri interventi di riparazione l’hanno peggiorata unendo alla pericolosità bruttezza.

Ora, nel 2015, da intervento prioritario, è diventata un vezzo ipotetico perché, ci verrà spiegato, lo stato centrale ha tagliato le risorse obbligando i comuni a ridurre servizi ed investimenti dimenticandosi che le casse comunali sono state saccheggiate principalmente dalla loro scellerata politica.

Una storia che poteva certo avere un finale diverso se nel 2010, anziché pretendere dalla B.C.C. edifici inutili del valore di oltre un milione in cambio della nuova sede (edifici che dovranno comunque essere ristrutturati per poter essere utilizzati), i nostri “lungimiranti” Amministratori avessero optato per la più scontata e necessaria sistemazione della piazza.

Non basta quindi avere ridotto il cuore di una comunità nella quale la stessa si specchia e riconosce da luogo di relazione a parcheggio, non basta avere ripetutamente umiliato questo luogo ed i cittadini che lo frequentano per necessità o piacere con promesse non mantenute (sapendo perfettamente che non potevano essere mantenute), non basta averne riparato le ferite con imbarazzanti rammendi indegni di una comunità operosa come quella colognese … ora ci si trova pure a fare i conti con la fine di un sogno (intervento sparito dalla programmazione, appunto) dalle cui macerie emergono però le responsabilità politiche di chi doveva e poteva trovare una soluzione ma non l’ha fatto per incapacità o interesse

Ed ora qualcuno ci dirà che la fusione di questi due termini, incapacità e interesse, si definisce scelta politica

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